17 Maggio 2013

Mazzata Imu – possibili rincari fino al 221% per capannoni e attività commerciali

I rincari dell’Imu su capannoni e negozi potrebbe rivelarsi una vera e propria “mazzata” per i titolari di un’attività, carrozzieri compresi. Lo rivela uno studio di Cna, pubblicato sul Corriere della Sera, che ha analizzato l’impatto dell’imposta sulle imprese scoprendo che nel 2013 l’aumento della pressione fiscale potrebbe sfiorare i 6 miliardi, con un incremento complessivo del 127% rispetto all’Ici che si pagava nel 2011.

Nel 2012 gli incrementi medi della pressione fiscale sui negozi erano arrivati al 136%, ma nel 2013 potrebbero arrivare al 166%, ossia 650 euro per negozi e piccole attività. Ecco qualche esempio: Milano subirà mediamente un aumento del 61%, Roma del 105%, Bologna del 29%. Ma se i paragoni vengono fatti con la vecchia ICI, si scopre che gli aumenti sono molto più ingenti, con punte del 207% (l’incremento varia dai 2263 euro di Firenze ai 624 di Trieste). Anche i laboratori artigianali hanno subito nel 2012 un incremento del 101%. Qualora i Comuni adottassero l’aliquota massima, gli aumenti dell’Imu 2013 rispetto all’Ici 2011 di tutti i capoluoghi di Regione arriverebbe a più del 200%, con punte a Roma del 221% e Aosta del 271%. Per le attività industriali e artigianali lo scenario è anche peggiore. Per i fabbricati industriali gli incrementi (rispetto al 2011) variano dal 154% al 30%, per esempio, un fabbricato industriale nel milanese che lo scorso anno è costato 16 mila euro, quest’anno ne costerà 1374 in più.

C’è dunque da stare poco allegri e sperare in una marcia indietro da parte del Governo.